Browsing "Attualità"
Set 28, 2013 - Attualità, Fede    No Comments

Il diavolo cerca la guerra interna in Vaticano

Il diavolo cerca la guerra interna in Vaticano

LE PAROLE DEL PAPA MENTRE CELEBRA LA FESTA DI SAN MICHELE CON LA GENDARMERIA: «DIFENDETECI ANCHE DALLE CHIACCHIERE»

 

Papa Francesco (Reuters)Papa Francesco (Reuters)


ROMA
 – In Vaticano, «il diavolo cerca di creare la guerra interna, una sorta di guerra civile e spirituale. È una guerra che non si fa con le armi, che noi conosciamo: si fa con la lingua». Lo ha denunciato Papa Francesco nell’omelia della messa celebrata sabato mattina nei Giardini Vaticani per il Corpo della Gendarmeria Pontificia in occasione della Festa del protettore, San Michele Arcangelo. «Chiediamo a San Michele – ha invocato il Papa – che ci aiuti in questa guerra: mai parlare male uno dell’altro, mai aprire le orecchie alle chiacchiere». Bergoglio ha anche esortato i gendarmi a intervenire se sentono «che qualcuno chiacchiera». «Bisogna fermarlo!», ha detto suggerendo ai militari le parole da usare: «Qui non si può: gira la porta di Sant’Anna, va fuori e chiacchiera là! Qui non si può!». 

«BASTA CHIACCHIERE» – Per Papa Francesco, infatti, le «chiacchiere» debbono diventare una «lingua vietata» in Vaticano, perché «è una lingua che genera il male». L’idea del Pontefice è in sostanza che «nella rocca del Vaticano», il male abbia un passaggio attraverso il quale s’insinua per spargere il suo veleno: è la «chiacchiera», quella che porta l’uno a parlare male dell’altro e distrugge l’unità. E dal contagio di questa «zizzania» nessuno è immune. «Davanti agli uomini della Gendarmeria Vaticana – commenta la Radio Vaticana – che lo guardano schierati, Papa Francesco si sottrae da una riflessione giusta ma forse scontata sul ruolo del gendarme difensore della sicurezza del Vaticano, per mettere nel mirino un altro avversario molto più subdolo della delinquenza comune e contro il quale è fondamentale ingaggiare la lotta». «Vi chiedo – ha detto Papa Bergoglio ai 100 militari agli ordini del generale Domenico Giani – non solo di difendere le porte, le finestre del Vaticano», peraltro «un lavoro necessario e importante», ma di difendere «come il vostro patrono San Michele le porte del cuore di chi lavora in Vaticano, dove la tentazione entra esattamente come altrove», con una specificità negativa, che ha soggiunto Francesco, «dico così per tutti, anche per me, per tutti» perché «è una tentazione che al diavolo piace tanto: quella contro l’unità, quando le insidie vanno proprio contro l’unità di quelli che vivono e lavorano in Vaticano». (fonte Agi)

Set 18, 2013 - Attualità, Fede    1 Comment

PADRE PETAR LJUBICIC

PADRE PETAR LJUBICIC

padre Petar Ljubicic

padre Petar Ljubicic

PADRE PETAR LJUBICIC – all’epoca delle prime apparizioni aveva 35 anni ed era il più giovane dei tre sacerdoti francescani della parrocchia  di Medjugorje. La Regina della pace aveva affidato a Mirjana il compito di rivelare al mondo il contenuto dei dieci segreti, ma non direttamente, bensì attraverso un sacerdote che avrebbe dovuto scegliere lei. Mirjana scelse padre Ljubicic, che in un primo momento intendeva rifiutare, dato che operava in un altra frazione della parrocchia (La parrocchia di Medjugorie, della Diocesi di Mostar, è formata da cinque frazioni: Medjugorje, Bijakovici, Vionica, Miletina e Sumanci).  Pochi giorni dopo però ricevette, con uno stupore che ha più volte testimoniato, la nomina proprio a Medjugorje.

Padre Ljubicic è nato a Prisoje (Tomislavgrad) nel 1946 e quindi oggi (2013) ha 67 anni. Quando i dieci segreti si realizzeranno non lo sappiamo, ma un limite massimo di quaranta anni sembra ragionevole, vista l’età di padre Ljubicic. Un limite minimo, qualunque sia la data in cui queste note vengono lette, è di dieci giorni, date le modalità della comunicazione al mondo. Infatti, dieci giorni prima che un evento si verifichi, Mirjana svelerà il segreto a padre Ljubicic. Insieme pregheranno e digiuneranno per dieci giorni e, tre giorni prima, il frate rivelerà il segreto al mondo.

 

Intervista a padre Ljubicic

tratta dalla “Rivista Medjugorje”, N° 70, II trim. 2007

 

Padre Petar, la veggente Mirjana ha scelto Lei per rivelare i segreti che la Madonna le ha affidato. Se ne sente onorato o ne ha paura?

Quando una sera di circa 25 anni fa, a Medjugorje, ho sentito che Mirjana mi aveva scelto per rivelare i segreti, all’inizio ho creduto ad uno scherzo. Dissi che era una cosa molto seria su cui non si è soliti scherzare. Ma poi ho continuato a pensarci. Mi chiedevo: Può essere realmente vero? Tutto questo non mi lasciava indifferente. Per me era strano immaginare il motivo per cui Mirjana dovesse scegliere proprio me. Lo consideravo un grande onore, ma anche una grande responsabilità. Non riesco a spiegare perché, ma non avevo paura. Quando poi ho incontrato Mirjana, lei mi ha chiesto: “Sai che quando verrà il momento sarai tu a rivelare i segreti?”. Un pensiero mi attraversò la mente: “Ma ti sembra possibile?”. Mi riesce difficile trovare le parole adatte per esprimere le mie sensazioni in quel momento. So solo che fui attraversato da una sensazione di felicità e di sicurezza.

Che cosa ci può dire dei segreti e del loro contenuto? Che messaggio racchiudono? Quando saranno svelati?

I segreti, come dice la parola, sono segreti. Non sappiamo nulla del loro contenuto. Si può solo dire che i segreti riguardano avvenimenti che accadranno in un determinato luogo e in un determinato tempo. Ma che cosa succederà, non lo sappiamo. Quindi non dovremmo neanche almanaccare su questo. Dovremmo considerare l’esistenza di questi segreti come un aiuto per noi, affinché prendiamo seriamente la vita che Dio ci ha donato e sfruttiamo il tempo per la nostra salvezza e per la salvezza della nostra anima. Questo significa per noi vivere in modo tale da poterne rendere conto davanti a Dio in qualsiasi momento. Se viviamo così, siamo sempre pronti ad incontrare Dio e ad andare dinanzi a Lui. Per questo non dobbiamo neanche avere paura della rivelazione dei segreti e non è necessario interrogarsi sul “quando”.

Lei rivelerà tutti e dieci i segreti. Ci può dire come lo farà? La Madonna ha promesso di lasciare un segno visibile e duraturo. Quale segreto sarà?

Quando verrà il momento di rivelare il primo segreto, dieci giorni prima Mirjana mi consegnerà una specie di pergamena, di dimensioni di un A4, sulla quale saranno elencati in dettaglio tutti i segreti. Quindi leggerò il primo segreto e scoprirò che cosa accadrà dopo 10 giorni. Ora il mio compito sarà di pregare e digiunare per sette giorni. Dopo questi sette giorni mi sarà possibile divulgare tale informazione. Dovrò annunciare di che si tratta e quando e dove accadrà. Parlando con me, Mirjana ha messo in evidenza che i primi due segreti riguardano Medjugorje. Contengono un’ammonizione e un importante avvertimento destinati ai fedeli della parrocchia di Medjugorje. Se questi due segreti si avvereranno, ognuno saprà che i veggenti hanno detto la verità e dovremo qualificare le apparizioni come autentiche. Il terzo segreto sarà un segno visibile sulla collina delle apparizioni, il Podbrdo. Tutti coloro che hanno creduto nelle apparizioni e su di esse hanno orientato la loro vita, ne gioiranno molto. Ma per tutti gli uomini sarà un segno di conversione. Non dobbiamo dimenticare che questo tempo è un tempo di conversione e di preghiera. È un tempo di purificazione spirituale e un tempo di scelta gioiosa di Dio. Perciò vorrei sottolineare ancora una volta che non dobbiamo aspettare a convertirci. Se per esempio aspettiamo prima il segno, per noi potrebbe essere troppo tardi.

Che cosa accadrà, secondo Lei, dopo la rivelazione dei primi tre segreti? Che cosa ne scaturirà per Medjugorje?

Come ho già detto, queste apparizioni ci aiutano a capire che ogni momento della nostra vita è importante. Lo dobbiamo vivere in totale dedizione a Dio e benedirlo con la nostra preghiera. Questo significa scegliere sempre Dio. Così porteremo più facilmente il peso della vita. Penso che la rivelazione dei segreti ci aiuterà tutti a diventare più seri e più consapevoli delle nostre responsabilità. Sicuramente ci saranno segni eccezionali, straordinari, e grandi conversioni. Tutte le conversioni e tutte le guarigioni corporee e spirituali che si sono verificate fino ad oggi sono la dimostrazione che il Cielo si è aperto su Medjugorje e la Regina della Pace è venuta da noi. La rivelazione dei segreti sarà per tutti un grande conforto e una grande gioia. Soprattutto saranno felici quelli che hanno creduto e si sono sforzati di vivere secondo il Vangelo di Gesù Cristo. È un dato di fatto che ogni anno migliaia e migliaia di pellegrini vengono a Medjugorje. Quando inizierà la divulgazione dei segreti, sicuramente verranno ancora più persone; probabilmente anche quelle che finora non hanno dimostrato alcun interesse. In ogni caso il futuro di Medjugorje sarà positivo. Diventerà ancora di più una calamita spirituale.

Sconvolgenti conversioni e straordinarie guarigioni sono la dimostrazione che le apparizioni sano autentiche. La rivelazione dei segreti sarà determinante per il riconoscimento ecclesiastico?

Secondo la mia più profonda convinzione, a Medjugorje ci sono prove sufficienti e valide per l’autenticità delle apparizioni. Lei ha appena parlato di conversioni e guarigioni. Per un riconoscimento, oltre a diverse altre circostanze, sono sufficienti già due guarigioni straordinarie che siano scientificamente documentate. Finora a Medjugorje possiamo enumerare centinaia di guarigioni. Un medico di Milano ha già pubblicato tre libri su queste guarigioni.

Ho descritto le mie esperienze personali con i tanti pellegrini di Medjugorje nei libri “La chiamata della Regina della Pace” e “Questo è il tempo della grazia”. Intanto, da oltre dieci anni, vivo all’estero e incontro persone che mi testimoniano come non potrebbero più immaginare la loro vita senza la Regina della Pace. Parlano di indescrivibili giorni di grazia a Medjugorje. Alcuni, che soffrivano di malattie inguaribili, sono stati guariti. Questa è una prova che a Medjugorje Dio è all’opera con l’intercessione della Madonna.

Sicuramente lei ha ragione quando suppone che la rivelazione dei segreti avrà un’importanza determinante per il riconoscimento ecclesiastico.

SacroCuore

Padre Petar Ljubicic Padre Petar Ljubicic 

Padre Petar Ljubicic Padre Petar Ljubicic 

Padre Petar Ljubicic Padre Petar Ljubicic 

Padre Petar Ljubicic Padre Petar Ljubicic 

Padre Petar Ljubicic Padre Petar Ljubicic 

 

Padre Petar Ljubicic Padre Petar Ljubicic 

 

Padre Petar Ljubicic Padre Petar Ljubicic 

 

Padre Petar Ljubicic Padre Petar Ljubicic 

Padre Petar Ljubicic Padre Petar Ljubicic 

Padre Petar Ljubicic Padre Petar Ljubicic 

Padre Petar Ljubicic Padre Petar Ljubicic 

Padre Petar Ljubicic Padre Petar Ljubicic 

 

Set 18, 2013 - Attualità    No Comments

Fiaba pettirosso

Fiaba pettirosso

Fiaba pettirosso

Fiaba pettirosso

– Una storiella che mi raccontava mia nonna:
Quando nostro Signore venne messo in croce, solo un piccolo uccello per niente bello alla vista, ebbe pietà di Lui; cercò, per come poteva, di alleviare la sua pena togliendoli una spina dalla corona che Gli cingeva il capo. Nel fare ciò quel piccolo e pietoso uccellino si produsse una ferita al petto. Allora Gesù Cristo, prima di spirare, gli ha fatto dono della macchia rossa sul petto, per i secoli dei secoli. Per fare presente a tutti, che quel piccolo e insignificante volatile era stato assai buono con Lui, fino a ferirsi, fino al sacrificio di sè. Ecco perché il pettirosso, nella tradizione, rappresenta l’uccello che ama tanto nostro Signore.

SacroCuore

Fiaba pettirosso Fiaba pettirosso 

 

Set 10, 2013 - Attualità, Fede    No Comments

Madre Speranza…miracolo a Monza

Miracolo a Monza

madre Speranza

madre Speranza

Miracolo a Monza  :   Questa è la storia di un bimbo nato a Monza il 2 Luglio 1998. Il piccolino si chiama Francesco Maria, che dopo soli quaranta giorni, sviluppa un’intolleranza al latte, che pian piano si estende a tutti gli altri cibi. Iniziano numerosi ricoveri ospedalieri, dolori e sofferenze. E il calvario dei genitori. Fino al giorno in cui per caso, la madre, sente parlare alla televisione del santuario dell’Amore Misericordioso di madre Speranza, a Collevalenza, dove si dice che sgorghino delle acque dalle grandi proprietà  taumaturgiche . Quell’episodio, è l’inizio di una serie di circostanze, che porteranno Francesco Maria al miracolo della guarigione; miracolo che, riconosciuto dalla chiesa, consentirà la beatificazione di madre Speranza di Gesù, al secolo Marìa Josefa Alhama Valera (1893 – 1983). L’iter della causa si è infatti concluso con il decreto della beatificazione, firmato con il consenso di Papa Francesco lo scorso 5 Luglio 2013, e si attende solo una conferma per la data della cerimonia. Dalla gratitudine per l’accaduto, i genitori di Franceso Maria, hanno dato vita a una casa famiglia per bambini in affido. Ecco i fatti di questo miracolo, dall’intervista che ha fatto il mensile “Medjugorie, la presenza di Maria” alla mamma di Francesco Maria, la signora Elena.

Signora Elena, ci può raccontare come è iniziata questa vicenda?

Abitavamo vicino a Vigevano, ma il mio ginecologo era di Monza e poichè ci piaceva molto l’ospedale cittadino, lo abbiamo scelto per il parto. Quando Francesco Maria è nato abbiamo iniziato ad alimentarlo con il latte artificiale, ma iniziò presto ad avere problemi di inappetenza e di intolleranza al latte. Iniziava in generale a avere problemi per quanto riguarda l’alimentazione. Non riusciva a digerire… allora abbiamo cambiato vari tipi di latte , prima animali, poi vegetali, poi chimici… Ma questi disturbi diventavano sempre più gravi e mio figlio cominciò a collezionare un certo numero di accessi al pronto soccorso. Intorno ai quattro mesi di vita questa difficoltà ad assumere nutrienti si estende anche agli altri cibi tipici dell’alimentazione all’età dello svezzamento.

Era una patologia conosciuta?

Era conosciuta nel senso che le intolleranze alimentari sono una possibilità nota. Bambini che non possono assumere il latte, ce ne sono sempre stati, ma normalmente, l’intolleranza è limitata a un alimento, per cui si sostituisce quello, si fa fatica, però poi le cose si risolvono. Invece Francesco, alla fine, non riusciva a mangiare nemmeno la carne, il pollo, il pesce… Si fa prima a dire che cosa potesse mangiare.

Che cosa riusciva ad assumere?

Alla fine dell’anno beveva del Thè e mangiava un preparato che faceva mia mamma con della farina particolare e dello zucchero una volta alla settimana poi, gli davamo dell’omogeneizzato di coniglio: non perchè lo digerisse bene, ma perchè gli faceva meno male degli altri cibi.

Come avete vissuto questo problema? Immaginiamo con preoccupazione, dolore…

La parola corretta è angoscia. Eravamo molto preoccupati per la salute del bambino, e anche per la sua stanchezza fisica, perchè piangeva, aveva le coliche. E poi c’era anche la nostra, di stanchezza… Lui soprattutto esprimeva la sua piangendo. A un anno circa Francesco pesava intorno a sei, sette chili. Mangiava appunto pochi cibi. Non avevamo molte speranze, quando, un giorno, proprio la settimana prima che francesco compisse un anno, sentii parlare di madre Speranza in un programma televisivo, il televisore era in soggiorno e io in cucina. La prima perte della trasmissione non aveva catturato molto la mia attenzione, ma nella seconda parte, si diceva che madre Speranza aveva costruito questo santuario dove c’era un acqua che guariva malattie che la scienza non riusciva a curare…

Era una trasmissione pomeridiana?

Si, trasmettevano su canale cinque, Verissimo. Era tardo pomeriggio, le cinque e mezza, la conduttrice aveva parlato di madre Speranza. Poi avevano mostrato le piscine con l’acqua.

Quindi voi non sapevate nulla di Madre Speranza di Gesù…

No, ho chiamato mio marito e gli ho detto: “Maurizio, ho sentito parlare di questo santuario e, vista la situazione di nostro figlio, sento che dobbiamo andarci”. Lui mi chiese se avevo capito bene dove si trovasse, e io gli risposi di no. Allora, mi disse di telefonare a sua madre, perché lo zio di mio marito è sacerdote e poteva sapere dove fosse questo santuario. Così telefonai direttamente allo zio, ma non lo trovai. Allora chiesi a mia suocera se lei sapesse qualcosa, e lei mi disse con precisione che il santuario si trovava a Collevalenza, vicino a Todi, in Umbria. Le chiesi allora come mai non ci avesse mai detto niente; e lei mi rispose che era venuta a  saperlo soltanto il giorno prima, perché lo zio, don Giuseppe, si trovava proprio lì per gli esercizi spirituali. Lo zio di mio marito fa parte del movimento sacerdotale mariano fondato da don Stefano Gobbi, che inizialmente teneva gli esercizi spirituali una volta all’anno a San Marino. Poi, essendo cresciuti di numero, avevano cercato un luogo più grande, e scelsero appunto Collevalenza. Quell’anno era la prima volta che vi andavano, e quindi, lo zio di mio marito aveva avvisato che si sarebbe trovato in questo santuario.

Prima di questo episodio vivevate già un’esperienza di fede?

Abbiamo sempre cercato di vivere la fede, ma la mia storia personale è particolare, perché i miei genitori non erano cattolici. Ho incontrato la fede tardi e dopo qualche anno che ho iniziato questo cammino di conversione è nato Francesco Maria.

Torniamo a suo figlio. Lei dunque voleva andare da madre Speranza…

Volevo assolutamente andarci. Era una situazione particolare: non sapevo il perché, ma sentivo di doverlo fare. Il bambino compiva un anno il due Luglio, tutto questo era successo il 24 e 25 Giugno, proprio i giorni dell’apparizione a Medjugorie. Il 28 iniziammo a far bere a Francesco l’acqua di madre Speranza.

Che cosa era successo esattamente?

Tornando da Collevalenza, zio Giuseppe aveva portato alcune bottiglie di quest’acqua, bottiglie da un litro e mezzo, e ci disse che le suore avevano raccomandato di pregare la novena all’amore Misericordioso. Quindi prima di dare a Francesco l’acqua da bere recitavamo questa novena che è stata scritta da madre Speranza.. Iniziammo tutti a pregare per la guarigione di Francesco, anche perché erano tre giorni che era proprio a digiuno. Non mangiava niente e la situazione era peggiorata.

Eravate in ospedale?

No eravamo a casa. I medici ci avevano detto che ormai eravamo arrivati a un punto in cui non sarebbe stato possibile un miglioramento. Eravamo in preda all’ansia, perché la situazione poteva precipitare; quindi cominciammo a dare l’acqua a Francesco nella speranza di vederlo rifiorire. In realtà è stata la settimana dove abbiamo lasciato che il Signore potesse fare la Sua volontà. Quello che umanamente potevamo fare, ci dicemmo, lo avevamo fatto. Si poteva fare altro? Chiedevamo al Signore di illuminarci… Eravamo proprio stanchi, perché era un anno che non dormivamo.

Accadde qualcosa in quella settimana?

Un giorno feci un giro per il paese insieme a Francesco; andammo al parco, con gli altri bambini i giochi… Mentre mi avvicinavo al parco, fui catturata dalla figura di un uomo seduto su una panchina e mi sedetti vicino a lui. Iniziammo a conversare. Quella conversazione l’ho poi trascritta e, quando devo raccontarla, di solito la leggo, per non confondermi… (la signora Elena, a questo punto, estrae dei fogli da cui inizia a leggere): Mercoledì 30 Giugno decisi di andare con Francesco a fare una passeggiata al parco del paese dove abitavamo e mi sedetti su una panchina. Vicino a me era seduto un signore di mezza età, di bella presenza, molto distinto. Quello che di questa persona mi colpiva in modo speciale erano gli occhi, di un colore indescrivibile, azzurro chiarissimo, che istintivamente mi fece pensare all’acqua. Scambiammo i primi convenevoli: che bel bambino quanti anni ha?.. A un certo punto mi chiese se potesse prendere in braccio Francesco Maria. Acconsentìì, sebbene fino ad allora non avessi mai permesso una simile confidenza ad alcun estraneo. Quando lo prese, lo guardò con molta tenerezza e disse: “Francesco, sei proprio un bel bambino”. Lì per lì mi chiesi come facesse a sapere il suo nome e mi dissi che, probabilmente, lo aveva sentito pronunciare da me. Continuò: “Ma questo bambino è affidato alla Madonna vero?; risposi “si certo che lo è”, e gli chiesi come facesse a sapere queste cose e se ci conoscessimo. Mi guardò e sorrise senza rispondere, poi aggiunse: “perché è preoccupata?”. Replicai che non ero preoccupata. Osservandomi ancora, si rivolse a me dandomi del tu: “si che sei preoccupata, dimmi perché…” Allora gli confidai tutti i miei timori per Francesco. “il bambino prende qualcosa?”. Gli risposi che non prendeva nulla. “Ma voi siete stati da madre Speranza, vero?”. Gli dissi di no, che non c’eravamo mai stati. “Ma si che ci siete stati a Collevalenza”. “No, guardi, le posso assicurare che non siamo mai stati da madre Speranza”. E lui mi disse, in maniera ferma e decisa: “Francesco sì”. Io di nuovo ribattei di no; lui mi guardò, e di nuovo: “Si, Francesco si”. Poi per la seconda volta mi chiese: “Ma Francesco prende qualcosa?”. Io risposi di no, ma ripensandoci subito ammisi: “Si, guardi, sta bevendo l’acqua di madre Speranza”. Lo pregai di dirmi il suo nome, chi fosse, come potesse sapere tutte queste cose su di noi, ma la sua risposta fu: “Perché mi fai tante domande? Non pensare a chi sono, non ha alcuna importanza”. E poi aggiunse: “Non è più il caso di preoccuparsi, perché Francesco a trovato la sua mamma”. Lo guardai stupita e quindi replicai: “Scusi, guardi che la sua mamma sono io..” e lui ribadì: “Si, ma l’altra mamma”. Ero frastornata e confusa, non capivo più niente. Educatamente gli dissi che dovevo andare via e lui disse: “Domenica fate una grande festa verò?”. “Si, risposi, veramente domenica facciamo una piccola festicciola per il compleanno di Francesco”. “No, riprese lui, fate una grande festa. Non per il compleanno, ma perché Francesco è guarito”. Pensai “guarito?”. Ero molto agitata, i pensieri mi si affollarono nella mente. Ancora una volta gli chiesi: “Per favore chi è lei?. Mi guardò con tenerezza, ma molto serio, e disse: “Basta chiedermi chi sono”. Insistetti :”ma come guarito?”. Ed egli: “Si, guarito, stai tranquilla. Francesco è guarito”. In quel momento capii che mi stava succedendo qualcosa di straordinario, i pensieri erano mille, le sensazioni anche. Ma li per li ebbi paura, lo guardai e, giustificandomi gli dissi: “Guardi, adesso devo proprio andare via”. Presi Francesco, lo misi nel passeggino; vidi lui che con la mano salutava il piccolo, mi diede come una carezza sul braccio e mi esortò: “Mi raccomando, andate da madre Speranza”. Io risposi: “Certo che andremo”. Si chinò verso Francesco, con la mano gli fece ciao il bambino gli rispose con la manina. Si alzò mi guardò dritto negli occhi e mi disse ancora: “Mi raccomando, presto da madre speranza”.  Lo salutai e mi avviai verso casa, letteralmente scappando. Mi girai per guardarlo. Si era riseduto sulla panchina e rivolto verso di me mi guardò e mi sorrise come per dire “Va tutto bene”.

E’ una storia molto particolare…

E’ quanto è accaduto in quel parco, quando ho incontrato quella persona…

A questo punto Francesco stava già bevendo l’acqua di Collevalenza.

Si, aveva iniziato lunedì mattina . Io feci il giro dell’isolato piangendo, perché di tutto quello che mi aveva detto quella persona la cosa che mi aveva colpito di più era che Francesco avesse trovato la sua mamma. Mi dicevo: “Vuol dire che Francesco deve morire? Oppure chi è questa mamma?”. Facevo il giro dell’isolato e pensavo che probabilmente era stata la stanchezza, il dolore per mio figlio, che stavo impazzendo, che avevo immaginato tutto… Tornai al parco; c’erano delle persone, ma quell’uomo non c’era più. Mi fermai a parlare con le persone presenti e chiesi loro se lo conoscessero, se lo avessero mai visto. E un signore mi rispose: “Certo che l’abbiamo vista parlare con quella persona, ma non è del posto, perché una persona talmente bella l’avremmo certamente riconosciuta”.

Quanti anni aveva?

Non saprei. Non era giovane, ma non so dirle l’età. Non mi sono soffermata sull’aspetto fisico. Posso dire che ero rimasta veramente impressionata dai suoi occhi. Non riuscivo a guardarlo a lungo, perché avevo l’impressione che riuscisse a vedere nel mio intimo. Mi dicevo: “Mamma mia, che profondità”. Tornai a casa e telefonai piangendo a mio marito, che è medico. Lui era in studio e mi disse: “Ora ho dei pazienti, dammi il tempo di concludere e torno subito a casa. Nel frattempo telefona a mia mamma così lei viene subito prima che arrivi io”. Telefonai a mia suocera e cominciai a raccontarle ciò che era accaduto. Ebbe l’impressione che fossi impazzita, che per il dolore, la stanchezza, fossi andata fuori di testa. Le dissi: “Francesco è guarito, ma io voglio capire chi è questa mamma”. Lei mi rispose: “Probabilmente a questa domanda riesco a rispondere”. Le chiesi subito che cosa intendesse dire. E lei mi raccontò quello che segue…

Ci racconti…

Mentre era a Collevalenza, zio Giuseppe aveva pregato per Francesco Maria. Il giorno di sabato, si stava preparando a tornare a casa, ma, arrivato d’avanti al cancello d’uscita della casa del pellegrino, aveva sentito di dover ritornare sulla tomba di madre Speranza. Rientrò così al santuario, andò sulla tomba e pregando disse: “Ti prego di prenderlo come figlio, adottalo. Se è volontà del Signore che lui debba lasciarci, aiutaci a superare questo momento. Se invece tu puoi intervenire, dacci questa possibilità”. Mia suocera concluse dicendo che, probabilmente, quello che era successo era la risposta a ciò che noi tutti e lo zio avevamo chiesta pregando.

Intanto dovevate festeggiare il compleanno di Francesco Maria giusto?

Si, la domenica preparammo la nostra piccola festa, e vennero i nostri amici, i nonni, gli zii, tutti quanti. C’era tutto quello che Francesco non poteva mangiare, ma non trovavamo la forza di dargli qualcosa che sapevamo potesse fargli male. Non ci riuscivamo… Solo due mesi prima era accaduto che trovasse per terra un pezzettino di fetta biscottata, l’aveva messa in bocca e venti minuti dopo era entrato in coma. Quindi il solo pensare di dargli da mangiare quello che era sulla tavola era impensabile. Lo zio allora, ci prese in disparte e ci disse che era arrivato il momento di mostrare la nostra fede. Ci disse che il Signore fa la Sua parte, ma che anche noi dobbiamo fare la nostra. Non facemmo neanche in tempo a dire “va bene”, che mia suocera prese in braccio il bambino e lo avvicinò alla torta. Francesco ci mise dentro le manine e le portò alla bocca…

E voi? Che cosa faceste?

Il nostro cuore sembrava impazzire. Però a un certo punto, ci siamo detti: “Sarà quel che sarà”. Francesco mangiò le pizzette, i salatini, i pasticcini… E man mano che mangiava stava bene! Non aveva nessuna reazione. Ci stavamo fidando di quello che il Signore ci aveva detto tramite quella persona. Conclusa la festa, mettemmo Francesco a dormire e lui, per la prima volta in un anno, dormì tutta la notte. Quando si svegliò per prima cosa ci chiese il latte, perché aveva fame… Da quel giorno Francesco ha cominciato a bere un litro di latte al giorno e mezzo chilo di yogurt. Quel giorno ci siamo resi conto che qualcosa era davvero accaduto. E da allora è sempre stato bene. Nella settimana successiva al suo compleanno cominciò anche a camminare.

Avete eseguito subito degli accertamenti?

Due settimane dopo la festa di Francesco doveva già essere sottoposto a visita di controllo. Quando il medico mi vide, era convinto che Francesco non ci fosse più, perché la situazione era grave. Mi venne incontro e mi abbracciò, dicendomi che gli dispiaceva. Al che gli dissi: “No, guardi, le cose non sono andate esattamente come pensavamo noi”. Quando vide Francesco arrivare, disse che era veramente un miracolo. Da allora mio figlio è stato sempre bene, adesso ha quindici anni.

Siete infine andati da madre Speranza?

Il 3 Agosto andammo a Collevalenza, per ringraziare madre Speranza, senza farne parola ad alcuno. Nostro zio, don Giuseppe, telefonò però al santuario dicendo che avevamo ricevuto questa grazia per la guarigione di Francesco. E da lì è partito l’iter per il riconoscimento del miracolo all’interno della causa di beatificazione di madre Speranza. Inizialmente avevamo delle reticenze, ma dopo un anno abbiamo dato la nostra disponibilità.

Col tempo immaginiamo che il legame con madre Speranza si sia rafforzato…

E’ la nostra vita… il legame con l’Amore Misericordioso è diventato la nostra vita. All’inizio non conoscevamo nulla né di madre Speranza ne della spiritualità di cui lei è stata promotrice. Ma quando abbiamo cominciato a comprenderla ci siamo resi conto che, al di la della guarigione di Francesco e quindi della riconoscenza che abbiamo nei confronti di madre Speranza, la nostra vita rispecchia quella che è la spiritualità dell’Amore Misericordioso, che è davvero la nostra vocazione. Dopo la guarigione di Francesco ci siamo interrogati su che cosa potessimo fare per rispondere a questa grazia. Abbiamo chiesto al Signore di farci capire quale potesse essere la nostra vocazione. In quel periodo abbiamo cominciato a interessarci e ad approfondire le problematiche dell’affido familiare. E dopo un percorso di preparazione abbiamo dato la nostra disponibilità ad accogliere i primi bambini. Quattro anni fa abbiamo conosciuto l’associazione di ispirazione cattolica “Amici dei bambini”. Si occupa prevalentemente di adozione in tutto il mondo, ma da circa dieci anni si è aperta anche all’affido familiare. Così abbiamo concepito insieme l’idea di aprire una casa famiglia dove dare la possibilità a più bambini di essere accolti in una famiglia, la nostra, per il periodo del distacco dal nucleo familiare di origine. Abbiamo così aperto da tre mesi la nostra casa famiglia: la “Casa famiglia Speranza”.

miracolo a monza miracolo a monza miracolo a monza  miracolo a monza miracolo a monza miracolo a monza miracolo a monza miracolo a monza miracolo a monza miracolo a monza miracolo a monza miracolo a monza miracolo a monza miracolo a monza miracolo a monza miracolo a monza miracolo a monza miracolo a monza miracolo a monza miracolo a monza miracolo a monza 

 

 

Ago 13, 2013 - Attualità, Fede, Rimedi al male    No Comments

La bestemmia

La bestemmia

la bestemmia

la bestemmia

La bestemmia – L’immagine che allego a questo post, può sembrare brutale e fuori posto per un post appunto che vuole trattare un tema serio e tragico qual’è quello della bestemmia. Io sono convinto che sia l’immagine più azzeccata per dare un’idea della bassezza a cui si degrada l’uomo che offende il suo Signore con la bestemmia.
Il Bestemmiatore ostinato, ripeto “ostinato”, che non tollera richiami e giustifica le sue bestemmie, reclamando per se il diritto di fare ciò che vuole, sempre, comunque e ovunque, è un “serpente insidioso”, che semina scandalo e corruzione; è un “cane ringhioso”, avvelenato dalla stoltezza e dalla rabbia; è un “somaro testardo”, incapace di parlare e capace solo di ragliare; è una “puzzola fetente” che appesta l’aria con la sua presenza. Soprattutto è un “porco di razza” che dimostra con i suoi grugniti, quanto è grande la sua stupidità. E mi perdoni il porco se ho usato la sua immagine per dare un’idea del bestemmiatore incallito e… felice di esserlo. Il porco infatti non offende il suo Creatore, il bestemmiatore si!
A chi pensa che io fin da queste prime battute, esageri nel tono, ricordo che prima di me e più di me anche Gesù, San Giovanni Battista e gli Apostoli hanno paragonato certi uomini ostinatamente malvagi alle vipere, ai cani, ai porci, alle scrofe, ai somari.. e ad altri animali dello zoo.
Dunque… non facciamo tanto i raffinati! Se c’è qualcosa di cui scandalizzarsi non è di alcune mie espressioni verbali, ma piuttosto del dilagare della bestemmia e dell’indifferenza dei troppi preti e cristiani che non mettono in campo alcuna iniziativa contro questa orrenda vergogna.
Grazie fin d’ora del vostro buon cuore e dalla vostra comprensione| E un doppio grazie se mi aiuterete in questa battaglia, magari condividendo questo post.

Lug 30, 2013 - Attualità, Fede    No Comments

Messaggio per Te

Messaggio per Te

Messaggio per Te – Voglio quest’oggi trascrivere un sms inviato a una persona cara:

Oggi, parlando con Gesù, nostro Signore. Mi ha detto: “quando vuoi parlare con Me, esci dal mondo, chiuditi in te stesso, e sfogati pure con Me, aprimi il tuo cuore, e il tuo cuore sarà pieno della Mia Grazia”.

Questo messaggio non vale solo per me, o per la persona a cui l’sms è stato inviato. No. Questo messaggio vale per tutti. Questo è un Messaggio per Te. Non affliggerti delle cose della vita, non pensare di voler diventare qualcuno, o di accumulare beni, non essere Solo. Perchè una persona che ama le cose della vita, che desidera voler diventare qualcuno, che ama accumulare beni, è una persona sola, e una persona così, non vive all’ombra di Dio. Una persona che impreca contro il Signore, si deve rendere finalmente conto, che nella sua vita c’è qualcosa che non va. Ma non solo, una volta che ci si rende conto che qualcosa non va, dobbiamo fermarci. Pensare a cosa stiamo sbagliando. Pensare a perchè stiamo sbagliando, e poi quando ci si rende conto che non ci sono spiegazioni, che siamo miseramente soli, allora pensare che forse, io non valgo nulla, che forse io non sono nessuno, che forse questa non è la mia strada. A questo punto, riparto da zero. Si, ricomincio da dove mi sono smarrito, e dico “Signore, mostrami la via, ho provato ad andare avanti da solo, ma non ho combinato altro che disastri. Perdonami Signore. Indicami la strada. Guida i miei passi. Insegnami a pregare come meriti di essere pregato. O si, il Signore ascolta i Suoi figli, soprattutto quelli che si erano smarriti, li risana, li rende belli, li adorna con le Sue Grazie, e li fa crescere in Spirito Santo. La mia conversione è iniziata circa sei anni fa, ho cominciato con un Ave Maria, e ora a distanza di così poco tempo, sento il mio corpo che non riesce a contenere più la mia anima. Nella sofferenza mi fortifico. Nel pianto trovo consolazione. Nella preghiera parlo con il Signore. Nel cuore sono con Dio. Alle volte, i peccati commessi, sono una strada necessaria, che il Signore ci mette davanti, per arrivare a capire che quella strada non la vogliamo più, e che mai più vogliamo ritornare su quei passi. Le vie del Signore sono infinite. Infine, so un’altra cosa. Non importa quale peccato io abbia commesso, non importa quanto male io abbia fatto, perchè se mi rivolgo con fiducia al Signore, e invoco la Sua infinita Misericordia con cuore sincero, o Egli non lascerà cadere invano la nostra supplica. Ieri sono andato ad un funerale, è morto un mio vicino di casa, e durante la funzione in chiesa, ho sentito dentro di me Gesù che mi ha detto: “lui è con Me ora”. E a quel punto non riuscivo più ad essere triste, anzi ero contento per lui e anche un po invidioso. Perchè lui è rinato in cielo, ed io sono ancora prigioniero su questa terra. Ma questa è la volontà del Signore, a cui io mi sottometto con fiducia e con amore. Questo è un Messaggio per Te, per me, per tutti. Il Signore ha aperto le porte del Paradiso per tutti, e tutti siamo invitati, nessuno escluso. La chiave per entrarci è l’amore, la risposta a questo invito è il perdono. La Benedizione di Dio Padre ti investa. Amen

 

Giu 26, 2013 - Attualità, Fede    No Comments

Il senso cristiano del digiuno

Il senso cristiano del digiuno

il senso cristiano del digiuno

il senso cristiano del digiuno

Il digiuno nell’esempio e nella parola di Gesù

2.         Il digiuno dei cristiani trova il suo modello e il suo significato nuovo e originale in Gesù.

E vero che il Maestro non impone in modo esplicito ai discepoli nessuna pratica particolare di digiuno e di astinenza. Ma ricorda la necessità del digiuno per lottare contro il maligno e durante tutta la sua vita, in alcuni momenti particolarmente significativi, ne mette in luce l’importanza e ne indica lo spirito e lo stile secondo cui viverlo.

Quaranta giorni di digiuno precedono il combattimento spirituale delle “tentazioni”, che Gesù affronta nel deserto e che supera con la ferma adesione alla parola di Dio: «Ma egli rispose: “Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”» (Mt 4,4) (3). Con il suo digiuno Gesù si prepara a compiere la sua missione di salvezza in filiale obbedienza al Padre e in servizio d’amore agli uomini.

Riprendendo la pratica e il valore del digiuno in uso presso il popolo di Israele, Gesù ne afferma con forza il significato essenzialmente interiore e religioso, e rifiuta pertanto gli atteggiamenti puramente esteriori e «ipocriti» (cfr. Mt 6,1-6.16-18): digiuno, preghiera ed elemosina sono un atto di offerta e di amore al Padre «che è nel segreto» e «che vede nel segreto» (Mt 6,18). Sono un aspetto essenziale della sequela di Cristo da parte dei discepoli.

Quando gli viene domandato per quale motivo i suoi discepoli non praticano le forme di digiuno che sono in uso presso taluni ambienti del giudaismo del tempo, Gesù risponde: «Finché [gli invitati alle nozze] hanno lo sposo con loro, non possono digiunare» (Mc 2,19). La pratica penitenziale del digiuno non è adatta a manifestare la gioia della comunione sponsale dei discepoli con Gesù. Ma egli subito aggiunge: «Verranno i giorni in cui sarà loro tolto lo sposo e allora digiuneranno» (Mc 2,20). In queste parole la Chiesa trova il fondamento dell’invito al digiuno come segno di partecipazione dei discepoli all’evento doloroso della passione e della morte del Signore, e come forma di culto spirituale e di vigilante attesa, che si fa particolarmente intensa nella celebrazione del Triduo della Santa Pasqua.

Il riferimento a Cristo e alla sua morte e risurrezione è essenziale e decisivo per definire il senso cristiano del digiuno e dell’astinenza, come di ogni altra forma di mortificazione: «Se qualcuno vuoi venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua» (Mc 8,34). E infatti nella sequela di Cristo e nella conformità con la sua croce gloriosa che il cristiano trova la propria identità e la forza per accogliere e vivere con frutto la penitenza.

Il senso cristiano del digiuno Il senso cristiano del digiuno Il senso cristiano del digiuno Il senso cristiano del digiuno Il senso cristiano del digiuno Il senso cristiano del digiuno Il senso cristiano del digiuno Il senso cristiano del digiuno Il senso cristiano del digiuno Il senso cristiano del digiuno Il senso cristiano del digiuno Il senso cristiano del digiuno 

Giu 25, 2013 - Attualità, Fede    No Comments

Coroncina alla Divina Misericordia

Coroncina alla Divina Misericordia

 

coroncina alla Divina Misericordia

coroncina alla Divina Misericordia

La Coroncina alla Divina Misericordia

Questa preghiera era stata dettata a suor Faustina da Gesù il 13 e il 14 settembre 1935 a Vilnius. Nella sua cella ha avuto la visione di un angelo, venuto a castigare la terra per i peccati. Quando ha visto questo segno dell’ira di Dio ha cominciato a chiedere all’angelo di attendere ancora poiché‚ il mondo avrebbe fatto penitenza. Quando però si è trovata al cospetto della Santissima Trinità non ha avuto il coraggio di ripetere la supplica. Solo quando nell’anima ha sentito la forza della grazia di Gesù ha cominciato a pregare con le parole che ha udito interiormente (erano le parole della coroncina alla Divina Misericordia) e allora ha visto che il castigo è stato allontanato dalla terra. Il mattino dopo, entrata in cappella, Gesù ancora una volta le ha insegnato con esattezza come bisogna recitare questa preghiera. (Q. I, p. 192 – Q. I, p. 193).

Don I. Rozycki spiegando il contenuto della coroncina dice che in essa offriamo a Dio Padre “il Corpo e il Sangue, l’Anima e la Divinità” di Gesù Cristo, Figlio di Dio, cioè la Sua Divina Persona e la Sua Umanità, non la stessa natura di Dio, che è comune al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo e come tale non può essere offerta a Dio Padre. Possiamo invece offrire tutta la Persona del Figlio di Dio Incarnato, poiché‚ Egli stesso “ha dato se stesso per noi quale offerta e sacrificio” (Ef 5,2).

Recitando la coroncina ci uniamo all’offerta di Gesù fatta sulla croce “in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero”. In essa offriamo a Dio Padre il Suo Amatissimo Figlio e dunque ci appelliamo al “motivo più forte per essere esauditi da Dio” (R., p. 27).

Sui grani dell’Ave Maria del Rosario ripetiamo: “Per la Sua dolorosa passione abbi misericordia di noi e del mondo intero”, che significa – secondo lo spirito della devozione – appellarsi non tanto alla riparazione fatta da Cristo sulla croce, quanto alla Sua misericordia, che vuole offrirsi agli uomini.

La recita di questa preghiera è anche un atto di misericordia, poiché‚ in essa chiediamo “la misericordia per noi e per il mondo intero”. Il pronome “noi” sta a significare, secondo la spiegazione di don I. Rozycki, la persona che recita la preghiera e coloro per i quali desidera o è obbligata a pregare. Invece “il mondo intero” – sono tutte le persone che vivono sulla terra e le anime che soffrono in purgatorio.

La formula della coroncina è destinata alla recita comunitaria o individuale, senza differenza, e perciò non bisogna cambiare n‚ le persone dei verbi n‚ aggiungere altre parole. La trasformazione invece delle parole nell’espressione: “mondo intero” a “tutto il mondo” è corretta, perché‚ in nulla cambia il testo della coroncina ed è più esatta nella lingua polacca.

Gesù ha legato alla recita di questa coroncina una promessa generale e promesse particolari:

– La promessa generale legata alla Coroncina è:

“Per la recita di questa coroncina Mi piace concedere tutto ciò che Mi chiederanno” (Q. V, p. 508). “Con essa – ha detto un’ altra volta Gesù – otterrai tutto, se quello che chiedi è conforme alla Mia volontà” (Q. VI, p. 568). La volontà di Dio è espressione del Suo amore per l’uomo, dunque tutto ciò che è in disaccordo con essa o è un male o è dannoso e non può essere dispensato neanche da Padre migliore.

– Le promesse particolari legate alla Coroncina riguardano l’ora della morte:

“Chiunque la reciterà otterrà tanta misericordia nell’ora della morte. (…) Anche se si trattasse del peccatore più incallito se recita questa coroncina una volta sola, otterrà la grazia della Mia infinita misericordia” (Q. II, p. 263). Si tratta qui della grazia della conversione e di una morte nel timore di Dio e nello stato di grazia. La grandezza della promessa consiste nel fatto che condizione per ottenere la grazia è recitare almeno una volta tutta la coroncina così come Gesù l’ha chiesto con fiducia, umiltà e dolore per i peccati. La stessa grazia – di conversione e remissione dei peccati – sarà ricevuta dagli agonizzanti, se altri accanto al suo capezzale reciteranno questa coroncina.

Gesù ha fatto notare tre condizioni necessarie perché‚ le preghiere in quell’ora siano esaudite:

– la preghiera deve essere diretta a Gesù e dovrebbe aver luogo alle tre del pomeriggio;

– deve riferirsi ai meriti della Sua dolorosa passione.

“In quell’ora – dice Gesù – non rifiuterò nulla all’anima che Mi prega per la Mia Passione” (Q. IV, p. 440). Bisogna aggiungere ancora che l’intenzione della preghiera deve essere in accordo con la volontà di Dio, e la preghiera deve essere fiduciosa, costante e unita alla pratica della carità attiva verso il prossimo, condizione di ogni forma del culto della Divina Misericordia.

La recita della Coroncina deve essere così composta

Si recita con la corona del Rosario.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Si inizia con Padre Nostro. Ave Maria. Credo.

Sui grani del Padre Nostro si dice:

Eterno Padre, Ti offro il Corpo e il Sangue, l’Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio e nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.

Sui grani dell’Ave Maria si dice:

Per la Sua dolorosa Passione abbi misericordia di noi e del mondo intero.

Alla fine si dice tre volte:

Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

La Coroncina alla Divina Misericordia La Coroncina alla Divina Misericordia La Coroncina alla Divina Misericordia La Coroncina alla Divina Misericordia La Coroncina alla Divina Misericordia La Coroncina alla Divina Misericordia La Coroncina alla Divina Misericordia La Coroncina alla Divina Misericordia La Coroncina alla Divina Misericordia La Coroncina alla Divina Misericordia La Coroncina alla Divina Misericordia La Coroncina alla Divina Misericordia 

Mag 31, 2013 - Attualità, Fede    3 Comments

Sogno del 28 05 2013

Sogno del 28 05 2013

Sogno del 28 05 2013

Sogno del 28 05 2013

Sogno del 28 05 2013 – Ho fatto un sogno, ed ho sognato che ero ad un incrocio nel mio paese di nascita, che è Lizzano nella provincia di Taranto. Ecco di fronte a me sulla destra, vedo una persona alta più o meno un metro e sessanta bello paffuto, con la pancia ben pronunciata, e con vicino un bambino dell’età circa di otto nove anni. Quella persona la conoscevo, sapevo chi era, ed è stata la prima persona che mi ha dato un lavoro vero nella mia vita, con tanto di assunzione, busta paga ecc. Allora come i nostri occhi si incrociarono, lui mi sorrise, e si voltò subito di spalle guardando la casa in costruzione. Sicuramente opera sua. Allora io comincio a parlare e lo saluto: Ciao Mestru Tumà!!! (Ciao Maestro Tommaso. Era Tommaso Greco, il padre di Mario e Piero e Daniela, morto da un po di tempo ormai, uno dei primi costruttori del mio paese, che prendeva appalti nella costruzione di grandi palazzi in città). Io ero disoccupato, ed ero alla ricerca di un lavoro. Allora senza esitare gli chiedo: be allora? come vanno le cose? e Lui mi risponde con un sorriso, che le cose vanno discretamente. A quella risposta, mi prende un po di sconforto, perchè penso che se non vanno proprio bene i suoi affari, allora per me non c’è speranza di ottenere un lavoro presso la sua ditta. Ma ormai spinto in quella circostanza, decido di fare lo stesso la mia mossa, e gli chiedo: Per caso, c’è lavoro per me?  E lui mi guarda e sorride e mi dice: C’è tanto di quel lavoro… Avogliaa !

E quà finisce il sogno. Ora, mi sono svegliato la mattina, con il ricordo di Mestru Tummasi, e con la forza di volontà di volermelo ricordare questo sogno. Ma chiaramente, li in quel momento quel sogno non mi diceva nulla.

Alla sera, ho cominciato a meditare su quel sogno, e mi sono ricordato, che la sera prima, prima di andare a letto, avevo chiesto a Gesù, che cosa dovessi fare? e, come mai da un po di tempo non sognavo più cose belle, sogni particolari, ricchi di sentimento e di significato. Ed ecco che ho capito che Dio risponde subito alle chiamate dei suoi figli. Allora ho cominciato a capire, che era una risposta. Ma io non so dare risposte ai sogni, allora ho chiesto a Dio di illuminarmi in merito a questo sogno. L’illuminazione è arrivata proprio stamattina, quando ho realizzato, che il caro defunto Maestro Tommaso Greco, era ad un incrocio, che sono le varie strade della vita, dove ognuno è chiamato a scegliere quale direzione prendere. Poi, era in compagnia di un bambino, che ho pensato fosse un suo nipotino. Invece no. Era Gesù, ed era con lui e lo autorizzava a parlarmi. E come al solito, Gesù pur essendo l’incarnazione della SS Trinità, nel mistero infinito della Sua Misericordia e della Sua Umiltà, si è fatto piccolo come un bambino e si è messo li a fianco, in secondo piano, affinchè io per mezzo della mia ignoranza e del mio peccato e della mia fragilità carnale, non mi facessi distrarre dalla Sua Maestà, per poter così afferrare meglio il senso di quel sogno. A questo punto so che comunque posso scegliere la strada che voglio, ma! … ho chiesto lavoro (quel: che cosa devo fare? della sera prima del sogno). La sua risposta è stata: C’è tanto di quel lavoro… Avoglia… E questo vuol dire, che c’è da pregare tanto per le anime del Purgatorio, e che non c’è nessuno, o meglio sono pochi quelli che si prodighino per loro, perchè molti sono presi dal vortice della vita, e trascurano le cose che sono davvero essenziali. Io mi domando una cosa. Se morissi e andassi in Purgatorio, quale sarebbe il mio pensiero più grande? Be penso, che il pensiero più grande sarebbe quello di scontare subito la mia pena e andare finalmente in Paradiso, certo. Ma se sono la, e so che i miei amici e parenti possono intercedere per me e farmi scontare subito la pena e accedere finalmente e presto alle Gioie Eterne, sono quindi più contento, sapendo di avere la possibilità di andarmene in fretta da quel luogo di Purgazione appunto. Ma ecco, sulla terra, tutti i miei amici e parenti, sono presi ognuno dalla propria vita, e dopo che hanno finito di piangermi il giorno del funerale, si sono dimenticati di me… quale sarà il mio pensiero a quel punto? Sarà che rimarrò li molto a lungo, con la pena maggiore di sapere che sono stato dimenticato, e che nessuno lavora per me, che nessuno mi ama abbastanza.

Bene, allora, in virtù di questo sogno e di questa spiegazione, da oggi voglio lavorare maggiormente, per Mestru Tummasi, e non solo, ma anche per tutte quelle anime, che io non conosco e che sono dimenticate dai propri cari. E chiedo, se mai ci fosse qualcuno che leggerà questo articolo, di darmi una mano e fare altrettanto la sua parte, il suo lavoro. Perchè c’è tanto lavoro… avogliaa!

SacroCuore

 

Sogno del 28 05 2013  Sogno del 28 05 2013  Sogno del 28 05 2013  Sogno del 28 05 2013  Sogno del 28 05 2013  Sogno del 28 05 2013  Sogno del 28 05 2013  Sogno del 28 05 2013  Sogno del 28 05 2013  Sogno del 28 05 2013  Sogno del 28 05 2013  Sogno del 28 05 2013  Sogno del 28 05 2013  Sogno del 28 05 2013  Sogno del 28 05 2013  Sogno del 28 05 2013  Sogno del 28 05 2013  Sogno del 28 05 2013  Sogno del 28 05 2013  Sogno del 28 05 2013  

Mag 2, 2013 - Attualità, Fede    No Comments

Questo succederà

Questo succederà

Questo succederà –

questo succederà

questo succederà

Ho parcheggiato la macchina davanti al bar. Sono sceso, mi sono messo a posto la maglia, e con la mano destra ho premuto il telecomando per chiudere la macchina. Ma non sono entrato nel bar. Sono andato affianco al bar, all’edicola, sono entrato e ho cercato con gli occhi nello scaffale delle riviste, c’era gente che chiacchierava e una cliente che pagava per il suo giornale. La signora dietro al bancone ha dato il resto e la cliente è andata via, allora mi sono fatto avanti io, mentre la proprietaria dell’edicola, serviva affianco di me un’altra cliente al gioco del superenalotto. Ho preso la mia rivista, l’ho messa sul banco della cassa e ho preso i soldi dal portafoglio. La signora è arrivata e io gli ho dato venti euro, e lei ha guardato la rivista e mi ha detto con fare stupito… “prendi questo?” si certo e pago tre e novanta, gli ho risposto, allora lei si è distratta  parlando con altre donne presenti in negozio, mi ha dato il resto, ho preso la mia rivista e sono uscito. Ora potevo andare al bar. Sono entrato ho ordinato il caffè, alla proprietaria del bar, che sembra sempre felicissima di vederti entrare, chiunque tu sia, lei ha sempre un sorriso, un volto grazioso e dolce. Gli ho chiesto un caffè, e nell’attesa, in mezzo alla gente che consumava la propria bevanda al bancone del bar, ho preso a sfogliare la mia rivista. Non ho neanche preso a leggere, che mi vedo gli occhi addosso del signore che era proprio vicino a me alla mia sinistra. Sguardo burbero e atteggiamento rissoso. Noto che guarda la rivista e poi guarda me. Sembrava sorpreso e stupefatto, come se quello che stesse vedendo fosse un marziano appena sbarcato sulla terra. Allora lo guardo in faccia e gli dico: Sembra strano vero? … sembra strano vedere una persona con questa rivista in mano al bancone del bar vero? … e lui, tutto rallegrato come se stesse per dire, esatto te ne sei accorto che sei un deficiente … ma prima che lui potesse esprimere a voce il suo pensiero, io lo incalzo: in realtà non è strano affatto, anzi, succede tutti i giorni… e lui in punto di domanda come per dire cosa sta dicendo questo quà!. Si esatto succede tutti i giorni e quanti ce ne sono che odiano la propria mamma. Si io amo mia madre, mentre tu sicuramente chissà quante volte la bestemmierai ogni giorno, chissà quante volte bestemmierai tuo padre. Dico bene? quindi di che ti meravigli? succede tutti i giorni… più volte al giorno. E ti sembra strano che uno arrivi una mattina e ti dica.. io amo mia madre? ti sembra strano che uno arrivi una mattina e ti metta una mano sulla spalla (mentre lo dico lo faccio e gli smuovo la spalla con un colpetto gentile) e ti dica.. ciao come stai? non mi riconosci? sono io. Tuo padre, tua madre, tuo fratello, un tuo amico… e con le mani gli prendo il volto come si tiene tra le mani una colomba, e gli dico… ciao… e coi polpastrelli dei pollici gli strofino delicatamente gli occhi e gli sussurro… torna a vedere fratello mio. Non desidero altro…    Intanto tutto intorno si è creato il silenzio, si sente solo la musica che esce dalla radio, tutti ascoltano e guardano quello che sta succedendo tra me e quello sconosciuto al bancone di un bar. La proprietaria mi porta il caffè e guarda questa scena che si è venuta a creare, stupita. Allora ritorno a posto con le braccia, e mi volto appena per prendere il caffè, piego la mia rivista, e con la destra la metto sotto il braccio sinistra a tenerla stretta tra braccio e torace, mentre con una mano prendo il caffè. Poggio la tazzina al suo posto, e mi rigiro a guardare quel signore. Lui è ancora li, ad aspettare. In silenzio. Sembra stordito. La gente aspetta ammutolita, la signora del bar è ancora li rivolta verso me e quel signore. E mentre lui è ancora li ad aspettare una mia parola, io gli dico: ritorna alla tua famiglia, loro non aspettano altro. E con una pacca gentile sulla spalla sinistra lo saluto: ciao fratello. Mi volto e vado via. Uscito dal bar nel silenzio più assoluto e allo stesso tempo assurdo, cerco il telecomando della macchina nella tasca destra, poi apro la macchina, mi siedo, metto la mia rivista “Medjugorie” sul sedile del passeggero, metto in moto, e mi dileguo nel traffico del paese. Buongiorno Spilimbergo…

Quando la mia fede sarà pronta, quando l’amore per me stesso sarà vero e profondo… questo succederà

Benedico il nome del Signore già da ora, perchè … Questo succederà

Buongiorno a tutti

SacroCuore

 

questo succederà questo succederà questo succederà questo succederà questo succederà questo succederà questo succederà questo succederà questo succederà questo succederà questo succederà questo succederà questo succederà questo succederà questo succederà questo succederà questo succederà questo succederà questo succederà questo succederà questo succederà questo succederà questo succederà questo succederà questo succederà questo succederà questo succederà questo succederà questo succederà questo succederà 

Pagine:12»